Riccardo De Palo - Sequestro virtuale - recensione

Sequestro virtuale

di Riccardo De Palo – Linea edizioni

Sara, giovane universitaria, è per natura incapace di abbandonarsi all’amore e all’amicizia, alla facile confidenza, eppure cade preda di un raggiro nato anonimamente sul web. Sequestro virtuale di Riccardo De Palo, Linea edizioni, invita a riflettere sulla tentazione di arrendevolezza all’ignoto, soprattutto quando si vive una vita di diffidenza e distanza dagli altri.

Riccardo De Palo - Sequestro virtuale - recensione

Come può una ragazza credere alle parole di un contatto avvenuto in rete che plagia la sua volontà e la rende vittima, oltre che dell’inganno, anche dell’incapacità di razionalizzare la situazione? Succede, succede soprattutto quando quel richiamo sconosciuto va a toccare la voglia di lasciarsi andare di una ragazza che si trova paralizzata nelle relazioni, selezionate e limitate a una ristretta cerchia. Il mondo virtuale e mediato può diventare reale e vicinissimo nella misura in cui Sara permette di accorciare la distanza e farsi raggiungere. C’è però qualcosa in lei che prova ad avvertirla e fermarla prima che sia troppo tardi, ma Sara già pregusta qualcosa di nuovo, emozionante e soprattutto immateriale per poter ascoltarsi e avere un ripensamento. Quella via verso il futuro già tracciata da altri, dalla famiglia, può finalmente essere accantonata: “vedeva tutto da un diverso punto di vista: ogni abitudine, ogni aspetto del suo passato, le sembravano così lontani nel tempo e nello spazio, come se riguardassero qualcun altro”.

Anche Andrea, l’altro protagonista di Sequestro Virtuale, cade nella trappola dell’ignoto, per lui ci sarà un guadagno se si farà complice del sequestro di Sara. Il punto di partenza di Andrea è la piattezza di una vita senza una prova di coraggio, senza un brivido. È la sua occasione per vedersi audace: “Andrea si vergognava di avere perso così tanto tempo solo per tenersi a galla, senza avere mai il coraggio di andare oltre, di osare”. A Sara e Andrea si presenta il pretesto di essere diversi, di rompere un’immagine di sé fin troppo conosciuta, sono entrambi vittime perfette di qualcuno che ha interpretato frustrazioni e desideri e li ha saccheggiati.

Sequestro virtuale, al di là della vicenda del rapimento, è un libro sulla facile fascinazione della virtualità che seduce proprio perchè senza contorni, disattivabile all’occorrenza, ma anche maledettamente realizzabile, solo con un clic.

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