Scritture segrete Dacia Maraini

Scritture segrete

di Dacia Maraini – Rizzoli editore

La scrittura e l’immaginazione come esercizio di libertà. In Scritture segrete, le donne che hanno cambiato il mondo con la parola (Rizzoli), Dacia Maraini conferma la sua comprovata competenza e sensibilità nell’analisi della letteratura e delle figure femminili spesso ai margini e svalutate, soprattutto dalla critica. L’opera è un compendio di ritratti di grandi madri della scrittura e della parola da Giulia Maggiore, in epoca augustea, a Michela Murgia. 

Scritture segrete Dacia Maraini

Ciascuna scrittrice è affrontata dal di dentro, da quella sua visione del mondo, dalle censure che ha patito, da quello che le è stato tolto e che l’ha resa grande.
A Emily Dickinson fu rifiutata la pubblicazione delle poesie, riscoperte e apprezzate solo dopo la sua morte. Grazia Deledda fu considerata provinciale dalla critica letteraria; la cortigiana e scrittrice veneziana del Cinquecento Veronica Franco fu denunciata al Tribunale del Sant’Uffizio con l’accusa di stregoneria.
Sono un’ottantina* le artiste raccontate da Dacia Maraini, le loro scritture sono segrete, proprio per la derivazione etimologica del termine: da secretum, appartato, separato, come lo sono state le donne per secoli.
Le donne, osserva Maraini, per lungo tempo sono state escluse dal processo creativo, dall’istruzione, dalle professioni, da ruoli sociali.


Il loro punto di osservazione, e quindi la visione del mondo, era necessariamente diverso da quello dell’uomo storicamente al centro della scena e in guerra. Ed è questa la vera differenza tra scrittura maschile e scrittura femminile, Maraini non ne fa una questione stilistica, ma di visione e rielaborazione. È tale visione che ha scontato, da sempre, una forma di penalizzazione, sfiducia e discredito: la creatività che diventa azione attiva, libera e autonoma, non era propria delle donne, votate alla passività e al silenzio. Molte delle scritture, soprattutto nell’antichità, si esprimevano sotto forma di lettere, poesie, pensieri privati destinati all’oblio. A proposito di Giulia Maggiore: “Non sarà che la memoria collettiva è qualche volta insofferente e sbrigativa nei riguardi delle donne? Non sarà che il bisogno di modelli da imitare o da sfuggire spinga a trasformare una persona complessa in un lupo cattivo? Non sarà che alle donne non è concesso per tradizione il diritto alla complessità?”
Nell’appendice all’opera, ricordando che negli Stati Uniti una docente di lettere le fece notare che su Wikipedia alla voce Italian literature non ci fosse nemmeno un nome di donna, Maraini osserva: “la storia del talento femminile è effettivamente più che una storia di scoraggiamento: è una storia di repressione”. E anche quando le donne scrivono e vengono pubblicate, il prestigio resta generalmente appannaggio di altri: “Non c’è discriminazione sul piano del mercato. Il problema comincia quando dal mercato si passa alle istituzioni letterarie dove si stabiliscono i valori per le prossime generazioni, dove si fissano le gerarchie, i nomi prestigiosi che diventeranno i modelli di riferimento per il Paese”.
E, in questo, le donne difficilmente trovano rappresentanza, faticano a diventare modelli esemplari. Maraini richiama la legge del per cinque cento: nelle antologie scolastiche è questa la quota rosa riservata alle scrittrici.
“Le scrittrici, anche le più geniali, muoiono quando muore il loro corpo. Le pochissime che si salveranno saranno tenute lì come delle belle bandiere proprio per dimostrare che non esiste una discriminazione letteraria. Ma per una che sopravvive quante scompaiono ingiustamente”.
E, così, il mondo continuerà a essere raccontato solo dai padri.

* Tra le artiste raccontate in Scritture segrete: Ipazia di Alessandria, Chiara di Assisi e altre mistiche, George Sand, Charlotte ed Emily Brontë, Jane Austen, Matilde Serao, Grazia Deledda, Virginia Woolf, Karen Blixen, Fausta Cialente, Marguerite Yourcenar, Colette, Simone De Beauvoir, Susan Sontag, Elsa Morante, Piera Degli Esposti, Natalia Ginzburg, Letizia Battaglia, ecc.