Olga Campofreda - Ragazze perbene - recensione

Ragazze perbene

di Olga Campofreda – NNE

“Quante porte ci separano dalla versione di noi stessi che più ci assomiglia? E da quella che diciamo di essere?”

Clara, scappata a Londra da una città di provincia dove l’educazione delle ragazze perbene è un codice di identità e appartenenza, comprende tutta la fragilità della tradizione in cui è cresciuta. Olga Campofreda in Ragazze perbene, edizioni NNE, racconta la vita paludata e il desiderio soffocato di generazioni di donne che hanno interpretato un ruolo pubblico di mogli e madri, vivendone anche uno privato bruciante e inconfessabile. Clara rientra a Caserta per il matrimonio della cugina Rossella, con cui è stata legatissima fino all’adolescenza, poi le vite si sono divise, Clara è andata all’estero a insegnare italiano e con il sogno della scrittura. Rossella è rimasta in città a compiere ciò che ormai era scritto: un matrimonio in vista con il fidanzato del liceo.

Olga Campofreda - Ragazze perbene - recensione

Ma anche nelle ragazze perbene esiste quel germe di attrazione verso il lato oscuro, la vocazione alla libertà, la seduzione a fare quel che l’istinto suggerisce, purchè non si sappia e rimanga confinato nelle pagine di un diario che, come una scatola nera, contiene la verità. “I nostri adulti ci avevano insegnato a non chiedere mai. La rinuncia al desiderio era la nostra espiazione, così pure quella vita che ci avevano messo davanti, un percorso a tappe, ben preciso, dalla casa dei nostri padri a quella dei nostri mariti. Il nostro desiderio sarebbe rimasto muto, non interrogato. Ma capitava a volte che l’animale si risvegliasse dentro, che la bestia affamata, malnutrita e dimenticata cominciasse a scalciare”. Scalcia Clara scegliendo l’estero e la precarietà economica e degli affetti, ma, a suo modo, recalcitra anche Rossella che sparisce per tre giorni da casa, coltiva una passione che non può trovare sbocco e, all’indomani del matrimonio, affida alle pagine del diario l’evidenza di un errore ineluttabile.

Quando Clara torna a casa, vede con chiarezza la sconfortante recita a soggetto di una famiglia dedita alla rappresentazione, dietro la quale si consumano singole infelicità, soprattutto delle donne, delle madri che hanno organizzato la vita sul metro dell’approvazione sociale, del consenso, del ritorno di immagine: “le donne della mia famiglia sono boccioli di rosa selvatica a cui è stato imposto di fare i gerani. È stato così anche per me e Rossella. Come gerani siamo state curate per essere esposte sui balconi di casa, sotto lo sguardo dei vicini, a esaltare il buon nome dei nostri padri”.
Ma Clara, fuggita in tempo e con coraggio, a Londra sperimenta, in modo libero, un’affettività che nulla ha a che fare con le ragazze perbene: mentre Rossella sposa il fidanzato storico, Clara frequenta Tomàs con cui intreccia un legame fatto di transitorietà. Fra loro succede “una coincidenza di reciproche solitudini”, “due corpi che cadono nello stesso momento e disperati si sfiorano”. Tomàs è un uomo che si ferma un attimo prima di lasciarsi andare per non essere frainteso, mal sopporta le troppe domande di Clara che vorrebbe eternare a parole i momenti insieme e tenta una forma di controllo su di lui. Non è felice nemmeno così Clara che, però, si fa bastare quello che ha, “per adesso ho questo, mi ripetevo. Avrei potuto non averlo affatto”, quindi sta alle regole di Tomàs, proprio come una ragazza perbene.
Il clinàmen, la deviazione degli atomi di cui Clara aveva sentito parlare al liceo e che aveva sognato accadesse nella su vita definendo un altro corso, a un certo punto si fa reale. Tornata a Londra e dopo avere assistito alla farsa grottesca delle famiglie delle ragazze perbene, dopo avere vissuto con quelle donne, tenute uncinate all’infelicità, come diceva Buzzati, Clara imprime una direzione a quanto era rimasto in sospeso nella sua vita. Riesce finalmente a scegliere ciò che la rende più vicina, anzi coincidente, con la versione di sé che più le assomiglia e sa che, in un modo o nell’altro, starà bene.

Ragazze perbene sarà presentato domenica 18 giugno alle 11 al festival Inchiostro a Crema.