Cinzia Bomoll - La ragazza che non c'era - recensione

La ragazza che non c’era

di Cinzia Bomoll – Ponte alle Grazie edizioni

La ragazza che non c’era di Cinzia Bomoll, edizioni Ponte alle Grazie è un libro dedicato “a quelli che almeno una volta nella vita sono scappati via”. E a scappare sono tutti i personaggi, ciascuno a suo modo, di questo romanzo in cui si fugge dalla miseria, dall’amore, ma anche dalla verità.
Nives Bonora è un’ispettrice di Polizia ferrarese che, per prima, ha assistito a una fuga altrui: la mamma se n’è andata quando era una ragazzina. Nives cresce con il padre carabiniere con cui il legame è conflittuale a causa di aspettative disattese, e con la nonna Argenta, una presenza materna, amica e complice nella vita della poliziotta.
Anche Nives, che dimostrerà di essere sul lavoro un’abile inseguitrice, a volte scappa, soprattutto in certe circostanze: quando si trova con un uomo, dopo una notte passata insieme, Nives se ne va, prima ancora che faccia giorno.

Cinzia Bomoll - La ragazza che non c'era - recensione

C’è qualcosa che le impedisce di essere felice, forse l’abitudine a non esserlo, a vivere una vita assorbita dal lavoro e frammentata nelle relazioni, come quella col suo superiore Brandi. Gli incontri tra loro sono notturni, in una barca attraccata sulle rive del Po, sono furtivi e fugaci come le relazioni che non riescono a decidersi. Brandi le ha “sfibrato i nervi”, Nives è stanca di vivere a metà una storia con un uomo che sul lavoro le dimostra durezza e scontrosità. E la sua vita è un “perenne bungee jumping tra paradiso e inferno”. Ma tutto ciò non le toglie la caparbietà di arrivare fino in fondo, da sola, a un’indagine su una ragazza trovata nell’ex ospedale psichiatrico di Aguscello.
La ragazza sembrava morta, ma era solo una morte apparente, come sono apparenti altre situazioni di facciata di questo romanzo che indaga sul perchè si tengano in piedi matrimoni finiti e, quotidianamente, si scelga di rimanere nello stesso posto fuggendo dalla verità.

Nives, indagando sulle sorti e sul passato della ragazza scomparsa, si imbatte in donne che prima di tutto cerca di comprendere per il carico di infelicità che si portano addosso. Ed è così che la poliziotta riuscirà a scoprire chi è e dove si nasconde la ragazza e cosa ruoto attorno al mondo della prostituzione e dello sfruttamento, anche nell’ambito della borghesia cittadina.
Il colpo di scena delle ultime pagine, fa presagire un seguito, un nuovo caso in cui l’ispettrice, nella sua Ferrara, dovrà scoprire chi è il responsabile di un atto criminoso verso un collega.

La ragazza che non c’era sarà presentato al Festival Trebbo di nero, sabato 12 novembre alle 19.45, alla biblioteca di Trebbo di Reno. Cinzia Bomoll sarà intervistata da Riccarda Dalbuoni.


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