Franco Faggiani - La compagnia del gelso - recensione

La compagnia del gelso

di Franco Faggiani – Aboca edizioni

Pier Maria Croz, professore alla facoltà di Scienze forestali di Ascoli, è un uomo che non ha conflitti in atto, né con il mondo né con se stesso. Sarà per questo, o per una innata bonarietà, che stringe in fretta amicizia e si fa complice di un gruppo di ottuagenari di un paese di provincia in cui è andato a vivere.

Franco Faggiani - La compagnia del gelso - recensione

La compagnia del gelso di Franco Faggiani, edizioni Aboca, è un romanzo sull’amicizia, la reciprocità, l’accoglienza, sui valori ancestrali che tengono uniti e si tramandano, sull’amore inatteso e i ritmi ciclici della natura.
Pier Maria, dopo essere stato investito da Nevio, suo padrone di casa, si presta, nel tempo libero, a fargli da autista e conosce i suoi amici, anziani depositari di saggezza rurale e autoctona. Pier Maria visita luoghi e apprende ciò che nei libri non è scritto sulla natura, le piante e il gelso in particolare. Gli anziani lo coinvolgono in scorribande ed esperienze in cui la ricchezza della terra e del gelso sono archetipi da rispettare e metafore della vita stessa dell’uomo.
Il protagonista, che viene da Milano, scopre una dimensione nuova, quella della condivisione quotidiana del tempo con gli altri e della messa a disposizione dei beni, materiali e immateriali, che ciascuno ha.

La casa in cui Pier Maria abita è divisa da una siepe e da una parete, poco dopo abbattute, rispetto alla dimora dove Nevio vive con la figlia Fosca, psicologa in un carcere, madre di due figlie trasferite a Roma per lavoro. Fosca è per Pier Maria l’inatteso, è ciò che arriva senza averlo cercato e inspiegabilmente si fa strada. La leggerezza con cui i due iniziano a frequentarsi senza aspettative né progetti, si trasforma in presenza complice e necessaria, soprattutto quando si affacceranno perdite personali e difficoltà.
Franco Faggiano accompagna il lettore, oltre che in un viaggio di conoscenze botaniche, verso una riflessione che sottende il romanzo: la vita è fatta di ritmi ciclici da rispettare con sacralità e di trasformazioni che sta a noi sapere accogliere con amore.

Recensione pubblicata sulla rivista Leggere: tutti.

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