Enrico Losso - Dove si nascondono le rondini - recensione

Dove si nascondono le rondini

di Enrico Losso – Garzanti edizioni

Un adolescente che desidera essere accettato dal gruppo e una donna che ha scelto di dedicare la sua vita a un’ideologia. Come possono due persone così distanti, trovare il modo di legarsi e avere fiducia? Nel romanzo Dove si nascondono le rondini di Enrico Losso, edizioni Garzanti, amicizia e lealtà sono un bene durevole che supera la differenza di età e vince la diffidenza.

Enrico Losso - Dove si nascondono le rondini- recensione

Lamberto frequenta la terza media (siamo nei primi anni Ottanta) e incontra per caso, in un luogo isolato del paese, Irene, una brigatista trentenne che si sta nascondendo. Lamberto non sa cosa siano le Brigate Rosse e, all’inizio, non sa che Irene ne faccia parte. La scoperta di un mondo che non conosce e di cui non può rivelare nulla, sia perché è figlio di un maresciallo dei Carabinieri, sia perché i suoi coetanei non capirebbero, gli permette di rinunciare ad omologarsi al gruppo. Non è più necessario essere accettato dai Lupi Matti, da cui Lamberto sta subendo angherie.
Lo scarto tra Lamberto e il gruppo è fatto di ciò che Lamberto ha conquistato: nuove conoscenze, altri obiettivi, addirittura un nuovo linguaggio che stupisce chi lo circonda. Lamberto sta crescendo, l’affermazione della sua personalità avviene tra i banchi di scuola dove non accetta più il dileggio, e in famiglia di fronte a un padre autoritario che non lo riconosce più.

Come Irene, Lamberto ama il disegno e ha un rifugio, uno “sgabuzzino” fisico e interiore rispetto al quale tutto il mondo può stare fuori. La casa di Irene diventa un altro rifugio, o forse una prova per diventare grande. Lamberto conquista coraggio, autonomia e libertà: riesce a dire ciò che pensa, a battagliare con il padre sul piano dialettico e a ribellarsi alla prepotenza dei compagni: “aveva avuto il coraggio di affrontare un prepotente, uno che si divertiva a vessare quelli che riteneva più deboli. E per di più era ricco, e per questo doppiamente colpevole”. Mentre il ragazzino cresce, Irene, così solida e sicura, vacilla: è valsa la pensa sacrificare la vita, nascondersi, cambiare identità per tentare di cambiare il mondo? Irene può dire solo a Lamberto che da quando lo ha conosciuto le sembra di dovere ripensare a ogni cosa, a tutta la sua vita così compromessa.
Il legame tra Irene e Lamberto, fatto di fiducia e generosità, deve interrompersi. Ma non finisce. Rimarrà negli anni il ricordo di una condivisione di valori “diamanti allo stato grezzo, ancora ricoperti da uno strato di terra, ma autentici. E di cui lui aveva fatto tesoro”.

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