Federica De Paolis Il nemico

Il nemico

di Federica De Paolis – Feltrinelli

Un sabotatore interno spinge Adele verso un’attrazione ingovernabile: una relazione extraconiugale con un narcisista, abile licantropo. Il nemico di Federica De Paolis, Feltrinelli, è un romanzo che attiva il ritmo interiore, trasporta, inquieta perché quel nemico esterno, Roland Blier, attraente ed esiziale scrittore di successo, non è l’unico. Ne esiste anche uno interno, un “bisogno accecante” che si incista in quegli interstizi di vuoto e solitudine. Adele ha dentro di sé una parte assopita a lungo e in conflitto, poi, con tutto il resto della sua vita.

Federica De Paolis Il nemico


La protagonista, traduttrice ufficiale del romanzo di Blier intitolato Il nemico, attraverso il tradimento soffia sulla patina che aveva opacizzato la sua vita coniugale e vede il punto di non ritorno ai giorni felici con il marito Dario. Quel tempo è finito, Adele non sa quando e come di preciso, ma una lenta e anodina sottrazione ha svuotato di pathos e progetti il matrimonio. “Ci eravamo dati le spalle un giorno dopo l’altro, avevamo dimenticato i viaggi, le passeggiate in montagna, il sesso, erano sopravvissuti i cinema, la cena del lunedì con gli amici, le vacanze Oltralpe, poi si erano ammansite anche quelle”.
Un’aurea mediocritas sovvertibile in un attimo: Blier è l’estasi, l’attesa, il desiderio che non si appaga. Blier legge i pensieri, i non detti: “sentiva le parole sotto la corteccia, il suo olfatto era smisurato”.


Ma Blier è anche menzogna, capovolgimento repentino, distanza, vette e abissi insieme. E non lo nasconde. Per Adele è tutto chiaro sin dall’inizio che uomo sia Blier, ma la spinta centrifuga via da una invisibilità per cadere in un fondo di disperazione è inevitabile. Ciò che più ama di lui, la fa tremare.
In famiglia, Adele è assente, lo può notare solo la figlia Gilda adolescente, vinta anche lei da un dolore assoluto, caduta anche lei nel pozzo. Gilda, però, è per Adele la possibilità di risintonizzarsi sul piano della realtà, dei bisogni che preesistono e trascendono Blier. Adele entra ed esce da una dimensione all’altra, viaggia tra Torino e Parigi, passa dall’estasi all’inferno: “ero stata incredibilmente attratta dall’oceano, nonostante il freddo, il fondo nero”.
Ma in tutta quella solitudine che Blier aveva occupato, c’è un momento in cui gli impulsi si frenano e Adele riconosce il nemico esterno, Blier, e il nemico nascosto, quello interiore: a entrambi aveva ceduto. Il tradimento, allora, non è solo quello verso Dario, ma verso se stessa, nella gratificazione che aveva provato ad arrendersi a un uomo che si prendeva l’anima. 
Il gioco di potere e di ruoli tra Adele e Blier, quando finalmente si ribalta, deflagra e ferisce soprattutto chi aveva detenuto la supremazia fino a quel momento e ora scivola all’improvviso verso l’invisibilità.
L’amica Dacia, che per prima  aveva stuzzicato in Adele il pensiero del tradimento, è anche colei che la mette davanti al precipitato del suo matrimonio, rotto già prima di Blier e cristallizzato in un letargo dorato e fragilissimo.
“Se non metti in ordine la tua vita, farai la fine di Blier”, le dice Dacia. E Blier, che altro è stato se non ipocrisia? Allontanarlo e sputarlo fuori per non essere come lui, come il nemico. La scelta spetta ad Adele.