Vorrei trascorrere una domenica da uomo copertina

Vorrei trascorrere una domenica da uomo

di Alba De Céspedes, a cura di Olga Campofreda – Mondadori


“Mi interessa la gente, sono interessata a quello che accade, alle persone”. Alba De Céspedes lo dichiarava in un’intervista, ormai anziana e lontana dall’Italia, nella Parigi in cui aveva scelto di vivere, lei donna che rigidi confini geografici non ne aveva mai avuti.
Vorrei trascorrere una domenica da uomo è una raccolta di scritti giornalistici di Alba De Céspedes (Mondadori), curata da Olga Campofreda*. Un’epitome che restituisce pagine apparse negli anni Cinquanta e Sessanta sulla stampa italiana: la voce brillante e lucida della scrittrice parla di e a quella gente di cui proprio nella sua produzione letteraria si era occupata, creando figure con l’intento che fossero universali. Si compiaceva che, per questo, le sue opere fossero state tradotte in 33 Paesi: “se il mio libro è capito in Giappone significa che è universale, che non mi sono ridotta a scrivere del mio piccolo o del mio grande Paese, del mio angolo”.

Vorrei trascorrere una domenica da uomo copertina

L’opera di Campofreda raccoglie per sezioni (Territori letterari, Ritratti, A proposito del pozzo, Il tempo delle donne, Dalla parte di lei, Quasi un’autobiografia) gli articoli di una giornalista e scrittrice che ha concepito la scrittura, assieme all’amore, come qualcosa di importantissimo (e difficile), nella sua vita. Ma non una letteratura ombelicale, piuttosto il racconto in arte di un’epoca in cui le trasformazioni culturali e sociali spesso trovavano forti e paludate resistenze al cambiamento. “Gli uomini che non accettano le idee nuove – scriveva nel 1954 su Epoca – non danno certamente prova di indipendenza, ma, al contrario di soggezione”.
Alba De Céspedes si spese a favore delle donne in magistratura appellandosi a un principio tanto semplice quanto lunare per l’epoca: perché una donna dovrebbe essere giudicata solo da un magistrato uomo che del genere femminile potrebbe avere una conoscenza parziale?


Ma è sulla difesa del lavoro esercitato dalle donne e sulla conseguente indipendenza femminile che la giornalista scrisse articoli con fermezza e chiarezza adamantina: “il coraggio morale va sostenuto dall’indipendenza economica”. Lavorare doveva essere un diritto e una questione di parità, ma, con altrettanta lucidità, la scrittrice riconosceva che una donna occupata sarebbe andata incontro a una vita “più ardua” di quella di un tempo.
De Céspedes non si sottrasse alle critiche dei lettori, mantenne posizioni in difesa di diritti che sarebbero stati codificati solo nei decenni successivi. Erano gli anni Cinquanta quando la scrittrice esprimeva idee a favore del divorzio, altri vent’anni dovettero passare prima che le leggi si adeguassero allo spirito e alle necessità delle persone. Troppo lucida per essere una donna, tanto che qualcuno azzardò che dietro quella firma potesse esserci un uomo.
Come riportato in copertina, la raccolta mette insieme scritti sulle donne e il loro ruolo nella società: a quasi settant’anni da quegli articoli, atteggiamenti ostili tuttora affiorano quando si parla di donne in politica (ancora troppo poche), disparità retributiva e faticosa riconoscenza del merito.
Olga Campofreda ha il merito, invece, di riproporre una scrittrice poco o forse per nulla presente nei programmi scolastici, che pure ebbe molto successo e molto da dire. Sui motivi di questa mancata memoria postuma, Campofreda riflette, cercando di trovare la risposta immergendosi nella vasta produzione di De Céspedes e in quella voce per nulla compiacente, ma sempre Dalla parte di lei.

Olga Campofreda sarà ospite martedì 6 ottobre alle 18.30 all’Udi di Ferrrara, via Terranova 12/b per presentare Vorrei trascorrere una domenica da uomo

Olga Campofreda è scrittrice, saggista, ricercatrice e docente a Londra in Italian e Cultural studies. Tra le opere di maggiore successo, il romanzo Ragazze perbene, pubblicato per NNE nel 2023. Insegna scherma per la nazionale inglese Under 20.