Marco Belli - Canalnero - recensione

Canalnero

di Marco Belli – Edicola edizioni

Vivian Deacon ha una regola: non smettere mai di cercare la bellezza nel mondo. Vivere da clochard ha affinato il suo senso estetico che non guarda l’esteriore ma il gesto gentile, la comprensione degli sguardi, la condivisione quando non si ha niente. Canalnero, edizioni Edicola, è il secondo romanzo del ferrarese Marco Belli che ha creato il personaggio di Vivian Deacon, una donna che ha fatto della strada il suo mondo, quello appunto dove cercare bellezza. Marco Belli, scrittore, insegnante e direttore artistico del festival Elba Book ha reso ciò che è vero ancora più vero e visibile: la terra del Polesine, un sapere antico che caratterizza dal punto di vista antropologico i personaggi e la sfera di chi non si sottrae mai al mutuo soccorso.

Marco Belli - Canalnero - recensione

Vivian Deacon da Ferrara si trasferisce in Polesine dove vive con l’amica Zenaide, la donna dagli occhi di serpente, depositaria di una cultura rurale e magica che completa l’approccio scientifico di Vivian, oggi clochard ma un tempo medico.
Vivian conosce solo per pochi minuti Ettore Berti che le riserva gentilezza e allora vale la pena non dimenticarselo e iniziare a indagare su quella morte sospetta, improvvisa, avvenuta dopo il loro incontro. Senza Zenaide e gli amici che concorrono all’indagine, ciascuno con la sua parte di sapere e posto nel mondo, Vivian non potrebbe giungere a capire cosa c’è dietro alla morte di Ettore Berti, quanto male l’uomo possa arrivare a compiere.

Lo scenario dell’indagine è un agosto accecante di luce e calore che sfinisce Vivian, ma è in questa terra di spazi ampi che Vivian può scappare, seminare chi la insegue e trovare riparo in case in cui la porta è sempre aperta. Vivian Deacon ha scelto il Polesine, dove anche Marco Belli ha vissuto, perché in campagna il tempo ha un ritmo diverso, più ancestrale, più umano. Come umani sono gli amici che Vivian incontra e che hanno una propensione naturale al dono delle cose, del proprio tempo, della solidarietà.
È una vita fatta di poco ma ricchissima quella di Vivian Deacon che procede arricchendosi di contatti e scambi: Vivian seleziona e trattiene solo ciò che merita e lo fa immortalando in fotografie dettagli, persone, emozioni di cui solo una parte sarà degna di essere stampata perché Vivian ha imparato “a scegliere le cose più importanti e a sbarazzarsi di quelle inutili. Non più fardelli e borse piene di vecchi oggetti, ma solo gioielli luminosi da curare e proteggere”.