Francesco Spiedo - Non muoiono mai - recensione

Non muoiono mai

di Francesco Spiedo – Fandango edizioni

“A ognuno i suoi fantasmi. A ognuno i suoi pensieri”. E sono i pensieri che rincorrono fantasmi a spingere tre cugini, lontani da tempo, a rifugiarsi un’estate a casa della nonna anziana, apparentemente non più lucida. Enrico, Margherita e Pasquale sono i protagonisti di Non muoiono mai di Francesco Spiedo, edizioni Fandango. I tre approdano al luogo dove da bambini erano stati insieme senza però conoscersi più: sono adulti, cresciuti, estranei, svuotati di speranze e pronti a non concedere la loro parte ferita, quella che però li ha spinti fin lì.

Francesco Spiedo - Non muoiono mai - recensione

Non muoiono mai è un sipario che si apre e si chiude a ogni capitolo su Enrico, Margherita, Pasquale e sulla nonna, il cui passato segna le vite dei discendenti e la consapevolezza che si può rimanere legati in eterno.
Non muoiono mai le colpe di famiglia, non muoiono mai le incomprensioni incistate e non muoiono mai i ruoli attribuiti agli altri e troppo cristallizzati. La convivenza fra i tre diventa allora la convergenza di un cumulo di macerie su cui poggia la fragilissima vita di ciascuno: Enrico cerca di sfuggire alle conseguenze di un evento personale che ha spezzato il corso delle cose e dei suoi sogni; Margherita, tornata da Parigi, fa i conti con il bisogno di fuga permanente e la menzogna; Pasquale, il più giovane, ha un motivo ben preciso, ma non dichiarato per essere lì: per amore. Francesco Spiedo crea una narrazione ritmata che fa parlare la coscienza dei personaggi più che i personaggi stessi che tra loro continuano a celare le ferite e la verità.

Ma i fantasmi e i pensieri di ciascuno emergono prepotentemente proprio perché taciuti agli altri e quindi dominanti nel flusso tutto interiore, intimo e ininterrotto di parole. Il precipitato degli irrisolti di Enrico, Margherita e Pasquale è la nonna, così accentratrice e fragile che li costringe a uno sforzo di accudimento, a una strategia e a una collaborazione. La nonna ha un desiderio che sembra sghembo e delirante, ma i nipoti la assecondano e la aiutano. Di fronte ai tre giovani già così fiaccati dalle prove della vita e da evidenti mancanze, svetta la tenacia della nonna, una donna che ha vissuto la guerra, ha conosciuto il grande amore ma anche la finzione delle convenzioni sociali a cui adeguarsi. È la nonna, grazie al piglio di un’ultima volontà, a guidare i nipoti che hanno bisogno di indicazioni su dove andare, chi essere, cosa fare. I tre cugini hanno la possibilità, finalmente, di chiedersi quale posto vogliono occupare, quale ruolo vogliono avere, magari più autentico e consapevole. Come la nonna.

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