Anna Francesca Vallone - L'altra metà della colpa - recensione

L’altra metà della colpa

di Anna Francesca Vallone – Ensemble edizioni

Anna Francesca Vallone dedica, in esergo, questo libro a tutte la Martha del mondo e allora non lo si può leggere senza avere sempre presente che quanto narrato succede. Succede di essere abbandonati da chi ci ha partorito, di dipendere da chi se ne andrà, di infliggersi una punizione per una colpa che nemmeno ci appartiene. L’altra metà della colpa, edizioni Ensemble, di Anna Francesca Vallone, è la voce di Marta, e di tutte le Martha del mondo, dalla prima all’ultima riga.

Anna Francesca Vallone - L'altra metà della colpa - recensione

La protagonista è figlia di una prostituta che, scoperta la malattia, decide di andarsene, affidando la piccola ad altri. Martha non ha nemmeno un padre ed è per cercarlo, per capire a chi potere dare un pezzo di colpa, che decide di cercarlo, andando a ripescare i contatti da una vecchia agenda della madre.
Anna Francesca Vallone segue il percorso di crescita di Martha che da bambina diventa adolescente e poi giovane donna, abituata al disamore e al rifiuto e che cerca, a sua volta, qualcuno in cui innescare una dipendenza, qualcuno che la ami e possa soffrire, magari più di lei, “il dolore non piace a nessuno, allora forse non dovrebbe piacere nemmeno a me. Ma se ce l’hai dentro, in qualche modo devi fare. O ti ferisci o ferisci”.
Il bisogno di punirsi è diventato una pratica da rivolgere contro sé stessa, contro il suo corpo: il cibo mangiato e poi vomitato, le cosce da ferire sono azioni rifugio: “punirsi fa male, ma non farlo è ancora più doloroso”.

Il viaggio alla ricerca del padre è un itinerario dentro la vita passata della mamma di Martha, ogni uomo è solo un incontro casuale, un cliente come un altro, fino a Grinco che accoglie Martha, l’aiuta, parte con lei.
Martha ha un fucile con un colpo e intende usarlo contro suo padre, l’uomo che ha passato la malattia alla madre, colui che per primo ha rifiutato tutto, lei e la madre insieme, lasciandole. A loro si unisce Andrea che li ospita e condivide l’ultimo miglio, quello che porterà Martha a ritrovare il padre, ma soprattutto a sapere chi è. L’incontro, in una stanza d’albergo, è l’acme di questo romanzo in cui tutti si ritrovano in pochi metri quadrati, spogli di ogni cosa e disarmati dagli alibi. Al centro della scena c’è Martha con il fucile puntato sull’altra metà del suo sangue, sull’altra metà della colpa. Martha che per tutta l’esistenza ha subito le decisioni degli altri, ora può decretare della vita o della morte di chi le sta di fronte e non le chiede nemmeno perdono. Ed è solo in quel momento che Martha vede la miseria di chi l’ha messa al mondo, il punto d’origine del suo “infermo di vita” che nessun gesto estremo potrebbe cancellare.

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