Niccolò Ammaniti - La vita intima - recensione

La vita intima

di Niccolò Ammaniti – Einaudi edizioni

“E a me piace che questa storia inizi così, con un urlo di dolore”. Non sarà l’unico urlo di dolore di Maria Cristina Palma, la protagonista de La vita intima di Niccolò Ammaniti, edizioni Einaudi, né l’unico intervento del narratore che entrerà nella storia. Maria Cristina, moglie bellissima del premier, si fa male all’alluce destro mentre compie gli esercizi quotidiani per tenersi in forma. Un dolore che non passa e la accompagna, così come non l’hanno abbandonata i lutti, la morte del giovane fratello, della madre, del primo marito. Nella vita intima della donna c’è sempre un’orma che dal passato spunta e la condiziona. “Che la vita e i suoi meccanismi non abbiano senso Maria Cristina lo ha capito dopo la morte del primo marito, Andrea Cerri (…). Il dolore nell’esistenza di Maria Cristina è ciclico, scompare per consunzione e ricompare”.

Niccolò Ammaniti - La vita intima - recensione

Nicola Sarti, un uomo con cui Maria Cristina aveva avuto un flirt estivo quando aveva vent’anni, le invia un video compromettente. Alla moglie del premier si presenta lo scenario catastrofico di quel che potrebbe succedere se il video venisse diffuso. La vita di Maria Cristina è scandita dagli impegni che le vengono imposti in quanto consorte del capo del governo: forma fisica, eleganza, presenza dove e quando serve, interventi di misura, alla luce o nell’ombra al bisogno. Niccolò Ammaniti entra nella psicologia di una donna che cerca di fare fronte, senza dirlo al marito Domenico, a un terrore che le dà coraggio e, a tratti, le toglie lucidità pur di risolvere il suo dramma: evitare che il video finisca in rete. Maria Cristina, però, cede al fascino del nemico Nicola Sarti, vacilla nell’ambiguità di un uomo narcisista le cui mosse sembrano imprevedibili.

È forse Maria Cristina che sta esasperando la situazione male interpretando i gesti di Nicola? “Non riesce a inquadrarlo. È un ricattatore o è solo uno dei tanti fanfaroni che devono contornarsi di celebrità per avere rispetto di sé?”
Le circostanze tra i due si presentano al limite tra l’attrazione e il respingimento, come quando avevano vent’anni. C’è una sorta di dipendenza di Maria Cristina, un’attitudine lontana a cedere a Nicola che il narratore spiega creando una similitudine con sé stesso, al bambino che è stato, al tintinnio della memoria che ripropone certi automatismi pronti a replicarsi quando, da adulti, ci troviamo in situazioni analoghe a quelle già vissute. Così è per Maria Cristina che vuole combattere Nicola, ma quasi se ne innamora. Gli avvenimenti accadono nello spazio di pochi giorni: Maria Cristina si taglia i capelli, se li tinge di biondo senza consultare lo staff né il marito, prende decisioni rispetto alla gestione di una tenuta di campagna e accetta un’intervista televisiva di cui è terrorizzata. Un atto di libertà di una donna che sta contravvenendo al palinsesto della sua vita scritto da altri. Lo staff del premier decide ogni mossa, il fine è il calcolo del consenso, l’immagine più utile da proporre all’elettorato.
Maria Cristina e Domenico non dormono nemmeno più insieme, il matrimonio si sorregge perché hanno una figlia, Irene, e perché interpretano il ruolo che si sono dati di fronte alla nazione. La moglie del premier è protagonista di una recita a soggetto, di una costante rappresentazione e l’unica verità che percepisce è la sensazione di una sciagura imminente.
Maria Cristina arriva all’intervista televisiva nelle condizioni peggiori, la sua vita è precipitata in pochi giorni, lei stessa è fuori controllo dopo l’ultimo incontro con Nicola e la minaccia del video. L’intervista è un atto di verità, è l’occasione per parlare di sé, della depressione, della sua inadeguatezza, ma è soprattutto una dimostrazione di quel coraggio che Maria Cristina ha, finalmente, appreso grazie a quel “diavolo” di Nicola Sarti.

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