Tracce

Un libro può lasciare traccia in tanti modi: certe frasi rimangono, curano perché ci rappresentano o danno risposte. Ne troverete alcune su cui ho riflettuto.

“Le incomprensioni sono estenuanti perché sono fatte di punti che restano attaccati. L’unica è aspettare che cadano da sé, come quelli di certe ferite che non ti tolgono i medici. Se reggi il tempo che ci vuole perché vengano via, s’intende”,

I valori che contano, Einaudi, di Diego De Silva.
Le incomprensioni, credo, durerebbero meno se non fossimo noi a cucircele addosso, a metter quei punti che poi faticano a cadere da soli. L’incomprensione nasce in un attimo, la sua durata la decidiamo noi.

“Perché vieni da lì, e l’intimità col dolore, la confidenza del guasto sono il tuo centro, la parte più vera e antica di te”,

I segreti del giovedì sera, Einaudi, di Elvira Seminara.
Riporto questa frase a un’amica, C., le scrivo che è un atteggiamento che riscontro spesso nelle persone e che ho praticato anch’io per molto: abbiamo quasi paura di perdere l’identità se allentiamo questo attaccamento al guasto. C. mi risponde che lei funziona per omeopatia, “il male cura il male ed è quel male che fa bene”.