Germana Urbani - Chi se non noi - recensione

Chi se non noi

di Germana Urbani – Nottetempo edizioni

Maria precipita dentro sé stessa quando Luca le dice di amare un’altra ed essere felice. È un punto di caduta da cui Maria non riesce a risalire perché l’origine di questo amore dannoso è lontana, è la propensione di una giovane donna a regalare la sua vita, le sue conquiste a un uomo tanto abile quanto incapace. Chi se non noi di Germana Urbani, edizioni Nottetempo, è un romanzo della perdizione di una donna, riuscita negli studi e nella carriera, ma che sconta la poca fiducia in lei da parte della famiglia e la volontaria rinuncia alle occasioni della vita.

Germana Urbani - Chi se non noi - recensione

Maria, originaria del Delta del Po, è un brillante architetto che si è conquistata un posto di prestigio in uno studio di progettazione, ma declina una promettente carriera per cedere il suo posto a Luca, per dargli un sogno, una volontà. Luca sugge tutto quello che può e Maria riesce a vedere tutto di lui: l’allontanamento fisico iniziato anni prima, la leggerezza delle parole usate come un arpione per tenerla agganciata in una relazione fatta di sottrazione e la spietata verità di essere felice con un’altra donna. “Ora so che lui condivideva con quei gabbiani solo la voracità che li porta a rimestare anche in discarica, pur di godere come si deve”. Luca rimesta nel cuore e nella mente di Maria ancora più di un gabbiano, è un rapace che la svuota a poco a poco. Maria prova a farsi aiutare, ma il “magma in movimento” la investe, la sfinisce con ondate di ricordi, particolari, pezzi sparsi nel suo cervello. Il dolore si somatizza e diventa botta nello sterno, “gli occhi sfrigolano come se qualcuno nella notte si fosse accanito sulle mie pupille con unghiate infette”, il respiro è faticoso.


Germana Urbani racconta e fotografa il paesaggio ampio della terra deltizia, dove l’orizzonte è quello del finis terrae: la natura muta fa da controcanto a questa donna che pur avendo innate capacità, chiude il proprio orizzonte attorno a un uomo beffardo. Luca le dice di desiderare una Penelope: “Mi piace viaggiare con te, ma ho capito che forse io non voglio una vita con Ulisse, io voglio una Penelope”. Maria è stata più Penelope della stessa moglie di Ulisse, avendo aspettato Luca per dodici anni, una Penelope però senza Proci e privata di quel ritorno per cui valesse la pena aspettare.