I titoli di coda di una vita insieme

I titoli di coda di una vita insieme

di Diego De Silva – Einaudi editore

Quanto è triste che quell’amore, che abbiamo considerato così unico, speciale, totalizzante e al quale abbiamo dedicato anni della nostra vita, sia banalizzato e sintetizzato in un atto di separazione? Il linguaggio burocratico, sterile, asettico e soprattutto ingeneroso delle carte bollate non porta traccia dell’utopia del non lasciarsi mai.
I titoli di coda di una vita insieme di Diego De Silva, edito da Einaudi, vincitore del premio Viareggio Repaci, è la storia di una separazione coniugale, quella fra Fosco e Alice. Siamo ai titoli di coda di un matrimonio. La coppia si sta separando e vive quella fase in cui parlano gli avvocati. Ma come ha detto Diego De Silva nel corso di un’intervista, in questi casi servono altre parole, quelle della letteratura che ha come suo compito dirci ciò che non sappiamo esprimere, ma che sentiamo dentro: la letteratura, da sempre, trova le parole giuste per dichiarare l’ineffabile dell’uomo.

I titoli di coda di una vita insieme

Il libro è costruito sull’alternanza simmetrica tra le voci dei due personaggi, ogni capitolo è la versione, o meglio la visione, della storia da parte di lui e da parte di lei. Ma quando ciascuno interviene, racconta più del coniuge  che di se stesso e cerca anche di mettersi nella testa dell’altro, arrivando ad assumerne le parole, i costrutti mentali. Succede ad Alice di pensare o parlare come Fosco e gliene è grata: “vorrei che fosse lì, per cogliermi nell’attimo in cui gli tolgo di bocca le parole che non stava neanche per pronunciare, e sorridere di quella coincidenza”.
Fosco è uno scrittore, ma, in questa circostanza, non vuole parlare della separazione, si sottrae al confronto, tanto da chiedere al suo avvocato di non opporsi nemmeno e accettare ciò che la controparte propone. Alice è un’oncologa, tutti i giorni ha a che fare con la concretezza della perdita, col male fisico degli altri e con ben altre parole. Alice incalza Fosco, lo provoca per casa, cerca lo scontro e la irrita terribilmente l’atteggiamento passivo aggressivo del marito.

Fosco è molto lucido, conosce i motivi della sua colpa, non errore sottolinea, ma colpa perchè “l’errore è ignorante, inesperto o distratto. La colpa sa”. Fosco è in grado di enucleare quelle volte in cui poteva fare e non ha fatto, pur vedendo, sapendo, capendo. I due continuano, per volontà di Alice, a stare sotto lo stesso tetto finchè la separazione non sarà nero su bianco, vivono dunque quella fase in cui abitudine e confidenza si mischiano a nuovi atteggiamenti e nuove distanze, vecchi codici, quelli intimi e spontanei, si confondono con pesanti silenzi. Fosco sente il bisogno di tornare nel paese, Cavaliere, dove da piccolo trascorreva le vacanze e dove la famiglia aveva una casa poi venduta. Ci torna con Alice: è il momento della condivisione dei titoli di coda insieme, è il momento, per Fosco, di fare pace con tutto ciò che è stato dimenticato, trattato male, respinto. Cavaliere è il luogo dove rivedere amici da cui si era allontanato e l’occasione della conciliazione personale con i sospesi. A Cavaliere una grossa lite contrappone Fosco e Alice trasformando questo viaggio un punto di rottura e di svolta.
I titoli di coda di una vita insieme è un romanzo che apertamente dichiara, per bocca di Fosco, che non c’è un senso alla fine di un amore, come non c’è un senso del suo inizio e non è possibile isolare la crepa che poi si è inghiottita tutto perchè “l’amore è discreto nel morire, non si lamenta e non fa scenate, non ci informa quando si ammala”.
Eppure siamo sempre tentati di applicare le logiche di causa effetto, forse per consolarci. Ma le cose dell’amore funzionano un po’ per conto loro, non obbediscono agli schemi, sfuggono ai nostri ostinati tentativi di inquadrarle.

Diego De Silva presenterà I titoli di coda di una vita insieme sabato 11 ottobre, alle 18, alla libreria Ubik di Ferrara.